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Un grazie speciale va alla pittrice, e amica, Roberta Conti, che ci ha gentilmente prestato le allegre pupine ballerine che vedete spuntare in varie pagine del nostro sito.
"Il lavoro di Roberta Conti, al di la' dei riferimenti e delle citazioni che ne nobilitano la forza, perche' tutto quanto e' autenticamente nuovo ha le sue radici ben salde nel passato, presenta delle caratteristiche di inventiva e freschezza formale tali da renderlo adeguato testimone del nostro tempo. Le sue tele, di formato variabile, talvolta disseminate a parete ad assumere rilievo installativo, si configurano come del tutto prive di profondita' di campo e dimensione prospettica, e questo le rende in tutto e per tutto icone del contemporaneo. (...)Sono figure rese con segno volutamente elementare, modellate con fattezze tali da renderne non chiara la fisionomia, la personalita', il sesso, l'eta' e forse la natura umana, in quanto potrebbe trattarsi anche di personaggi provenienti da altri luoghi ed altri tempi o di ibridi geneticamente modificati. (…) Queste tondeggianti figurine, realizzate con nitide e vivaci tinte acriliche, assumono fattezze spesso digrignanti ed aggressive, e quasi mai vengono tra loro in contatto, presentano semmai l'aspetto di monadi tra loro aliene e tali da simboleggiare la competizione fine a se' stessa, l'esasperato individualismo e l'incomunicabilita' che caratterizzano le relazioni sociali nella civilta' contemporanea. Il loro aspetto inoltre evoca, specie nelle composizioni piu' affollate, la tendenza attuale all'omologazione e la diffidenza verso qualsiasi aspirazione all'indipendenza di pensiero in una 'societa' dello spettacolo' post moderna dove il luccichio dei simulacri e delle immagini virtuali, il consolante anonimato dei 'non luoghi' ha sostituito l'antico predominio del logos. Talvolta, pero', questi guizzanti simboli antropomorfi, costruiti visivamente sul contrasto tra pieno e vuoto, assumono espressioni tali da richiamare un senso di protezione quasi ancestrale, una golosita' vorace di esperienze e novita', un anelito di vita che ribalta il pessimismo precedente e rida', come si conviene sia, speranza." E. Di Mauro (2008) Critico d'arte Aggiungi questa pagina al tuo Social Network preferito |







