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"…E’ un teatro che ha nella semplicità e nella concretezza scenica la sua direzione estetica. E’ un teatro fatto dalla gente per la gente e con la gente. Il Teatro Terra-Terra privilegia gli spazi aperti, naturali e urbani, piuttosto che quelli chiusi. Si rifà alla cultura popolare e in particolare a quella orale, per questo è un teatro sociale perché l’attore è prima di tutto un essere che ama e che rispetta la popolazione, le tradizioni e il territorio in cui opera." ( G. Zurzolo dal “Manifesto del Teatro Terra Terra" ) Con il laboratorio "Le voci dei campi", nel 2004 , abbiamo avviato il primo progetto di teatro zie alla all'incontro con il regista Giovanni Zurzolo (conosciuto nell'ambito del lavoro “Lo spaventapasseri”, laboratorio di Teatro Terra-Terra con i ragazzi dei centri di aggregazione giovanile del Comune di Falconara nel 2003), per il recupero e la valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni. Un progetto strettamente legato alla terra ed al folklore popolare al quale è stata affiancata anche una mostra evocativa sulla civiltà contadina della prima metà del Novecento. Un recupero ed un valorizzazione che passa sia attraverso la ricerca che soprattutto attraverso il ricordo di testimoni diretti, o degli stessi partecipanti al laboratorio stimolati dall'ambiente e da un rapporto di rispetto e ascolto della natura.
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Un gruppo di attori, professionisti, amatori o attori per caso si sono conosciuti durante un intenso laboratorio estivo svolto nella fattoria scelta come luogo del racconto; insieme hanno creato una storia e poi proposta ad un numeroso pubblico attraverso una festa-spettacolo itinerante ("Racconti raccolti sull'argine") che ha permesso alla cittadinanza di riappropriarsi anche di alcuni luoghi poco visitati, come il lungofiume, i campi di grano già raccolto o l'aia della fattoria, in cui si è svolta la festa finale con ballo e rinfresco, tutto nel pieno rispetto della tradizione e della vita degli anni '40. Il progetto ha poi preso “campo” ed è stato riproposto gli anni successivi, dando vita ad altri percorsi: “Arlucea Arlucea”, nel' 2005, presso la la coop. Le Cerque di Camerata Picena, Le lavandaie nel 2006, presso la riva del fiume Esimo, “Don Chisciotte e le pale eoliche”, presso il parco eolico di Petrino a Corleto Perticara (PZ) 2006, per poi evolversi nei vari percorsi di Teatro di comunità. Forte è stata in noi la voglia di dare spazio e sperimentare la narrazione teatrale, la memoria, il rapporto tra l’uomo e l’ambiente/paesaggio, il mondo rurale contadino e non solo, proponendo spettacoli itineranti all’aperto che riportano tra gli obiettivi la fruizione di luoghi altri, altrimenti non praticabili o non sempre al centro di percorsi turistici. |
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